Per i meno esperti presentiamo i vari tipi di birre più comuni in commercio, per ricordare che nessuna birra è come un’altra, ma tutte si distinguono per la loro unicità e si adattano ai più svariati i gusti.

 

New England Ipa – NEIPA

Spazia dal colore chiaro all’arancio acceso, dall’incredibile torbidezza e con un cappello di schiuma bianca,è così che vi presentiamo la Neipa.

Presente nella produzione Parthenya, è tra le birre più innovative sul mercato. Introdotta solo nel 2011, è un concentrato di sapori intensi, fruttati e tropicali, mai stucchevole. Se paragonata ad una classica IPA l’amarezza risulta contenuta.

La tecnica principale utilizzata per conferire il tipico sapore fruttato è il Dry Hopping. Questa pratica, utilizzata durante la fermentazione, aiuta la birra a mantenere più a lungo un sapore fresco, grazie all’estrazione di una maggiore quantità di aroma in tempi più brevi.

Concorrono alla realizzazione di una Neipa sia malti semplici chiari che malti speciali ad elevato carattere proteico. Sono proprio questi a conferire l’aspetto “torbido” che non è obiettivo finale del prodotto ma rimane comunque un tratto distintivo.

Come per tutte le ricette, c’è sempre un un ingrediente segreto. Nella New England Ipa è il lievito quello più gelosamente custodito. Sulle voci che circolano in merito, la varietà più utilizzata e sicuramente rielaborata dai vari produttori è il lievito Vermont.

 

India Pale Ale – IPA

Il nome nasce all’epoca del colonialismo, grazie ad un viaggio con l’obiettivo di spedire il prodotto in India. Per garantire una migliore conservazione fu realizzata una forte luppolatura e agli inizi dell’800 compare l’IPA.

Dall’aspetto dorato chiaro è una birra moderatamente forte, con finale secco. A differenza della Neipa è caratterizzata dal gusto del luppolo che comporta un’amarezza più dominante.

 

English Golden Ale

E’ una Bitter limpida, dal colore che varia dal paglierino al dorato, con un abbondante cappello di schiuma.

Il sapore delicato del malto è bilanciato dal gusto e dall’aroma del luppolo, senza risultare particolarmente amara.

Storicamente avversaria della Lager, si serve fredda, è dissetante ed estiva. Adatta a tutti i consumatori, dai più ai meno esigenti.

Tra gli ingredienti compaiono il malto Pale chiaro, luppoli inglesi e si possono aggiungere zucchero, mais e frumento.

Irish Dry Stout

La Dry Stout è conosciuta come la versione “spillata” di una Irish Stout.

Il suo aspetto è tra i più insoliti. Si presenta in granato scuro o nero, coronata da una schiuma densa e cremosa, dal colore rossiccio.

Dall’aroma tostato di malto e orzo, con sentori di caffè e cacao, risulta moderatamente aspra grazie ai grani torrefatti e con un finale asciutto. Quasi impercepibile il luppolo, al palato è tra le birre più piene e amare.

Si differenzia dalla classica Irish Stout che si presenta con un sapore più intenso.

Per garantire le caratteristiche di cremosità e la freschezza di questa birra, la tradizione vuole che venga servita utilizzando uno spillatore a pompa.

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