Nel periodo dell’anno in cui l’ambientazione macabra fa da padrona e festeggiare Halloween ha preso piede anche tra i più scettici, ci siamo imbattuti sul web in prodotti al limite dell’immaginazione. Abbiamo, quindi, deciso di condividere con voi le birre più strane presenti sul mercato; il cui punto in comune è la scelta bizzarra degli ingredienti. (Sconsigliamo la lettura a chi è debole di stomaco).

Quanto è vero che del maiale non si butta via niente, vince come birra degna di un film splatter quella a base di ossa e testa di mangalitsa, un tipo di maiale ungherese.

A seguire, altre due birre in cima alla classifica delle stranezze entrambe a base di…testicoli. I primi, immaginiamo poco gentilmente, offerti dal toro vengono affettati e arrostiti. Nata dopo un “pesce d’aprile”, l’azienda in seguito alle inaspettate richieste si è sentita obbligata a replicare la produzione. La seconda invece è prodotta con i testicoli della balena, affumicati su fiamma alimentata da sterco di pecora. Sicuramente i “sentori” saranno inconfondibili.

Meno inquietante, ma che genera comunque una certa meraviglia, è il contributo dei Luwak. Zibellini che ingeriscono le bacche del caffè, le “lavorano” e ci restituiscono un prodotto dal costo elevato utilizzato anche come ingrediente per una birra.

A questo punto sembra quasi banale la prospettiva di una birra prodotta con l’acqua di mare. Tra gli abitanti delle acque contribuiscono alla realizzazione della birra anche seppie e aragoste. Queste, in linea con le torture da film horror, vengono immerse e lasciate ‘’cuocere’’ nel mosto. Il nero di seppia invece viene usato per dare la giusta intensità di colore ad una black ipa.

La nostra lista continua sulle note dolci, con birre sicuramente creative ma meno inquietanti. Troviamo in commercio una birra nata dal connubio con il latte. Per gli amanti delle noccioline, invece, esiste una Porter a base di burro di arachidi o addirittura una birra con la crema spalmabile al gusto di marshmallow; che sembrano tutte frutto delle più profonde fantasie di Hansel e Gretel.

Per una colazione all’americana, dalle note più sapide, si uniscono pancetta affumicata e sciroppo d’acero. Dalla Norvegia invece ci giunge notizia della pizza beer…con banconote. Per quanto possa sembrare assurdo, alla bevanda non solo viene aggiunta una particolare tipologia di pizza surgelata molto apprezzata sul posto, ma anche un elemento che evidentemente amano tutti i norvegesi: i soldi. Infatti sono inserite nella ricetta le corone norvegesi dando vita ad un’Imperial Stout.

Concludiamo con l’ultima birra degna della nostra attenzione. I lieviti che la compongono sono ricavati dalla barba del birraio, che con dedizione mette nel suo lavoro letteralmente tutto se stesso.

Nonostante la bellezza del mondo stia nella sua varietà, con orgoglio difendiamo le nostre birre. Sicuramente (oseremmo dire fortunatamente) meno eccentriche, ma la vera originalità, la novità e l’audacia a volte nascono nei posti più piccoli, con sogni grandi e ingredienti più tradizionali.

 

 

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